Notizie Varie - Snami Firenze

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2016/01/25 - Effetti avversi associati all’uso di inibitori di pompa protonica: uno studio su JAMA.


2016-01-16 - SNAMI: si cambi subito il codice di aurtoregolamentazione dello sciopero.


Arezzo 6-7 febbraio 2016 ASPAM: 1° FORUM NAZIONALE INTERGENERAZIONALE INCONTRO TRA MEDICINA DEL TERRITORIO E CLINICA


2015-12-29 - Dal primo gennaio si pagherà col bancomat: multe in via di definizione


2015-11-26 Abolizione del Piano Terapeutico (PT) della Ranolazina
il 26 novembre l'AIFA, con una determina pubblicata in Gazzetta Ufficiale, ha deliberato l'abolizione del Piano Terapeutico (PT) della Ranolazina (nome commerciale RANEXA).Si tratta di una specialità medicinale che trova indicazione come terapia aggiuntiva nel trattamento sintomatico dei pazienti con angina pectoris stabile non adeguatamente controllati con le terapie antianginose di prima linea (betabloccanti e/o calcioantagonisti) o come terapia di prima linea, in caso di controindicazioni o intolleranza ai trattamenti standard.

2015-11-17 Arriva il Fascicolo sanitario elettronico, un luogo unico per la nostra salute  REPUBBLICA.IT
Sta per arrivare il primo luogo unico digitale per la nostra salute: con tutti i dati sanitari, i farmaci e i referti, le informazioni sulla nostra attività fisica. Accessibili via internet, da computer o cellulare. Si chiama Fascicolo sanitario elettronico e dopo tanti mesi di rinvii il Governo ha appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che ne dà il via e che entrerà in vigore il 26 novembre. Il decreto chiede alle Regioni di fare il Fascicolo entro il 31 dicembre, ma ci sono dubbi che la data sarà rispettata, anche per via degli stessi ritardi nella pubblicazione del decreto. Alcune Regioni però sono già avanti (Lombardia, Emilia-Romagna, Provincia di Trento, Toscana) e le altre seguiranno. Vediamo che cosa potremo farci, ma anche gli ostacoli che restano da superare per la realizzazione. I contenuti del fascicolo. Sappiamo che il Fascicolo conterrà i link ad alcuni dati necessari (che dovranno esserci per forza) e ad altri invece facoltativi. Nel primo gruppo ci sono i dati identificativi, i referti, i verbali di pronto soccorso, le lettere di dimissione, il profilo sanitario sintetico, il dossier farmaceutico, il consenso o diniego a donazione organi e tessuti. Nei dati facoltativi, che potranno essere inseriti da medici, strutture sanitarie o dal paziente stesso, ci sono prescrizioni, farmaci assunti, vaccinazioni, certificati medici, esenzioni, "bilanci di salute", tra le altre e numerose cose previste dal decreto. "Sarà uno strumento abilitante non solo per la cura ma anche per il benessere di tutti noi", dice Roberto Moriondo,responsabile dei rapporti con le Regioni presso il Comitato di indirizzo dell'Agenzia per l'Italia Digitale. "I pazienti potranno infatti scaricare sul fascicolo i propri dati di attività fisica, che vengono dalle macchine della palestra o dal proprio smartwatch", aggiunge. Punto unico di monitoraggio per diagnosi e cura. È comodo e utile di per sé avere un posto unico con tutti i nostri dati di interesse sanitario. Lo è per noi, per tenere sotto controllo alcuni parametri; ma lo è anche per il nostro medico curante o il medico del pronto soccorso, per esempio, per migliorare la pratica di diagnosi e terapia. In particolare può essere utile durante le emergenze,appunto al pronto soccorso, per capire quali medicinali somministrare o quali no. Si possono evitare così anche classici errori, in ospedale, come la somministrazione di medicinali a cui il paziente è allergico oppure destinati a un'altra persona (a causa di dati errati). Il fascicolo è una novità complementare con la ricetta elettronica, di cui pure il ministero della Salute ha pubblicato questa settimana il decreto attuativo. Il medico curante potrà prescrivere un medicinale, un esame o una terapia associandone il codice al codice fiscale del paziente. Potremo quindi andare in farmacia o in un centro medico (per esami e terapie) senza ricetta fisica,ma soltanto con un promemoria fornito dal medico (su carta semplice). Fascicolo e ricetta elettronica assicurano insomma una centralizzazione e razionalizzazione delle informazioni, con risparmio di costi e un minore rischio di errori, rispetto all'uso della carta. Centralizzazione significa anche che i nostri dati sono disponibili a tutti i medici e ospedali del Paese. Quando cambieremo città per curarci, non dovremo più portarci dietro lastre, referti (anche in forma di CD), con il rischio- anche- che qualche informazione sia persa.Tempistiche e modalità di accesso. Veniamo ai punti critici. I tempi: al momento non si sa quante Regioni riusciranno a rispettare la data del 31 dicembre. Tutte stanno affrontando infatti problemi a coinvolgere i medici di famiglia (che chiedono di essere pagati un extra, per questo servizio). In certi casi, inoltre aziende sanitarie e ospedaliere non sono ancora del tutto informatizzate e quindi non possono agevolmente alimentare il fascicolo dei propri pazienti. Meno critiche - ma pure ancora da completare - le modalità di accesso. "La Provincia di Trento, che ha il più avanzato esempio di fascicolo sanitario elettronico già in uso,contente ai cittadini l'accesso via computer dotato di smart card. Il che non è molto comodo. Sta ora sperimentando un accesso via codici o token, forniti dal sistema sanitario nazionale", dice Moriondo. Il tutto sarà a puntino solo con il debutto di Italia Login e del Sistema pubblico dell'identità digitale, progetti che permetteranno un accesso unico e semplificato a tutti i servizi della PA (compresi quelli sanitari).


2015-10-15 SIAMO  MEDICI O AGENTI DEL FISCO???? Antonio Slawitz - Presidente Snami Parma

È certamente una domanda che molti medici di medicina generale si stanno ponendo in queste ore dopo la pubblicazione della Gazzetta  Ufficiale n. 233 del 7/10/2015  (supplemento Ordinario n. 55) in cui è stata pubblicata la revisione delle sanzioni inerente alle violazioni degli obblighi di comunicazione al Sistema tessera sanitaria (art. 23) per il 730 precompilato. 100 euro per ogni comunicazione tardiva o errata, non effettuata, con un massimo di 50.000 euro. Tale provvedimento riguarda le aziende  sanitarie locali, le aziende ospedaliere, gli istituti di ricovero e  cura  a  carattere scientifico, i policlinici universitari, le farmacie, pubbliche e private, i  presidi di specialistica ambulatoriale, le strutture per l'erogazione delle prestazioni  di  assistenza  protesica e di assistenza integrativa, gli altri presidi e strutture accreditati per l'erogazione dei servizi sanitari e gli  iscritti all'Albo  dei  medici  chirurghi e degli  odontoiatri,  che dovranno inviare al Sistema tessera sanitaria, i dati relativi alle prestazioni erogate nel 2015, ai fini della loro messa a disposizione dell'Agenzia delle entrate.
Non è difficile prevedere quello che accadrà visto già quanto avviene per un’altra incombenza che pesa sulle spalle dei Mmg e ciò  la responsabilità dell'applicazione del diritto all’esenzione dal pagamento del ticket per reddito.  È notizia recente che ad Avola 44 medici e 278 pazienti sono stati accusati di truffa per aver applicato l’esenzione dal ticket a pazienti che non ne avrebbero avuto diritto. Secondo la normativa vigente, introdotta nel 2009, tocca proprio ai medici la verifica sul sito del MEF, o tramite il sistema tessera sanitaria, del diritto del singolo cittadino all’esenzione. In altre parole sono i medici che rendono agibile tale diritto perché hanno l’obbligo di indicare il corretto codice di esenzione riferito a ciascun paziente mediante la consultazione dell’elenco degli assistiti esenti, disponibile sul portale Sogei (Società in house del Ministero dell'Economia e delle Finanze) o attingendo notizie attraverso il sistema informatico relativo alla tessera sanitaria. E se il sistema non funziona? Niente paura, in assenza di possibilità di accesso alla banca dati telematica, il medico potrà richiedere l’elenco cartaceo degli assistiti esenti alla propria azienda sanitaria di riferimento.
Quando questo provvedimento venne approvato venne accompagnato da una marea di critiche e proteste per l’ennesima incombenza burocratica scaricata sui medici di famiglia. Proteste che, vista l’attuale situazione, non hanno sortito alcun effetto. I compiti burocratici dei medici di famiglia sono aumentati a dismisura in nome della digitalizzazione del sistema e della semplificazione fiscale. Probabilmente la professione non ha valutato abbastanza quali potessero essere le ricadute anche in termini di implicazioni legali. E oggi, oltre al danno, c’è la beffa delle sanzioni che sembrano accompagnare di default i provvedimenti di contenimento della spesa sanitaria. Forse la misura è colma come sembra testimoniare la dura posizione presa dalla FNOMCeO dopo l’annuncio dell’introduzioni delle sanzioni inerenti al 730 precompilato. L’Ordine dei Medici dice basta a provvedimenti imposti a fatto compiuto, senza la consultazione dell’Ente esponenziale della Professione: non fornirà nel formato richiesto i dati degli Albi per l’accreditamento dei professionisti al Sistema. Né, da parte loro, gli Ordini provinciali svolgeranno alcun ruolo per il rilascio delle credenziali ai singoli iscritti.
“C’è da chiedersi - ha dichiarato il presidente della FNOMCeO Roberta Chersevani- se il MEF ritenga che gli studi dei medici e degli odontoiatri dispongano di un apparato amministrativo in grado di sostituirsi a quello dell’amministrazione fiscale; se medici e odontoiatri debbano accollarsi essi stessi l’onere, a fronte di costi già difficilmente sostenibili, o se tale funzione debba essere delegata, a commercialisti esterni, con spese ancora maggiori. E non si tratta di una questione puramente economica: nel caso il professionista debba occuparsene personalmente, lo farà inevitabilmente sottraendo tempo all’ascolto e alla cura delle persone. E questo non è accettabile”. (AS)

2015-10-14 Contro il decreto sanità i Mmg mobilitano i territori
Antonio Chiodo - Presidente Snami-Puglia
Tocca al territorio di Lecce fare scuola in fatto di mobilitazione contro il cosiddetto Decreto Lorenzin, il decreto legge per la revisione delle visite specialistiche, degli esami e delle prestazioni mediche.
Nei giorni scorsi si è svolto un incontro a Palazzo Carafa tra il primo cittadino di Lecce, Paolo Perrone, e l'Assessore Martini, con alcuni rappresentanti sindacali dei medici di famiglia proprio per discutere il tanto criticato decreto. Al tavolo, di fronte al sindaco Perrone e all'assessore Martini, erano seduti Claudio Giordano dello Smi (Sindacato Medici Italiani), Antonio Chiodo e Francesca Costantini dello Snami (Sindacato Nazionale Autonomo medici italiani). M.D. Digital ha raggiunto Antonio Chiodo per chiarire i motivi dell’incontro.
“L’iniziativa parte dalla necessità di rimettere gli enti locali, e i sindaci in particolare, al centro della sanità italiana, che dovrà avere una connotazione municipale in fatto di scelte politiche. Il sindaco Perrone, sposando appieno le nostre motivazioni di salvaguardia della sanità pubblica ed essendo vicepresidente nazionale dell’Anci, si farà promotore di una riunione straordinaria dell’Associazione per affrontare la situazione di declino della sanità, acuita dal decreto Lorenzin” commenta Chiodo.
Il discorso del rappresentante dei medici di famiglia è legato in particolar modo all’articolo 32 della Costituzione Italiana, che recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Un riferimento, quello all’umanità delle cure, che deve tornare ad essere il fulcro dell’azione governativa sulla sanità. “Il rigore scientifico spesso non si concilia con l’umanità espressa dall’articolo 32 della Costituzione – continua Chiodo – e il problema della politica sanitaria che sta attuando il governo Renzi, ossia di legarla a doppia mandata ad una fredda scienza del calcolo e dei tagli per risparmiare, non si concilia con le espressioni morali ed etiche riferite dalla Costituzione”.
Considerando inoltre l’aspetto di gratuità delle cure espresso dalla Carta Costituzionale, e malgrado i tentativi di rassicurazione degli esponenti di governo, il rischio per i pazienti di vedere prestazioni sanitarie ora gratuite verso attività a pagamento, è elevato. “Così come è stato predisposto – lamenta ancora Chiodo – il decreto finisce per eliminare la fondamentale attività di prevenzione in campo sanitario finendo per acuire il disagio sociale. Inoltre la norma prevede anche una stretta sui medici, perché il principio che ispira la razionalizzazione è che bisogna frenare il fenomeno della cosiddetta medicina difensiva: medici che per mettersi a riparo da eventuali vertenze giudiziarie, elargiscono con facilità analisi e controlli. Chi sbaglierà subirà un taglio allo stipendio”.

2014-06-26 Esenzioni

Dagli amministrativi dei distretti provengono indicazioni, attraverso gli utenti, di cambiare le esenzioni che ci vengono inviate automaticamente attraverso i software. Si consiglia a tutti i medici di non farlo perché, in caso di errore, le conseguenze economiche rischiano di essere a carico del medico stesso. Pubblichiamo l'ennesima nota inviata alle Aziende Sanitarie dalla Regione Toscana dove si specifica che i medici, nell'attribuire le esenzioni da reddito, devono attenersi a quelle inserite automaticamente nel software gestionale.Rimane incinta per un errore.

2014-06-21 Medico deve mantenere il figlio di una paziente.

Il medico le aveva prescritto, per errore, un cerotto ormonale anziché un cerotto anticoncezionale. E così lei, poco tempo dopo, era rimasta incinta e aveva deciso di portare a termine la gravidanza. Ora il medico dovrà risarcire la donna e il suo compagno, contribuendo al mantenimento del figlio della coppia fino ai 20 anni di età. Lo ha deciso il giudice del Tribunale di Milano Anna Cattaneo, che ha condannato un medico di base che esercita a Bareggio a versare ai genitori del bimbo, che adesso ha 5 anni, 400 euro al mese per vent’anni. In totale, 116 mila euro, compresi gli interessi, oltre a 16 mila euro per le spese legali. Gli avvocati del medico avevano chiamato in causa l’assicurazione del loro assistito, ma il giudice ha escluso che i fatti rientrassero nella polizza sottoscritta. La causa civile era stata intentata nel 2011

2014/06/18 L'ispettorato multa 80 dottori, l'Usl li difende
 CORRIERE DEL VENETO
VICENZA - Sostegno pieno dell'Usl 6 di Vicenza ai medici di base soci della Cooperativa Vicenza sanità, colpiti da verbali dell'ispettorato del lavoro che li accusano di «somministrazione e utilizzazione non autorizzata di personale», un reato penale, motivo per cui il fascicolo è depositato in procura. «Prenderò personalmente contatto con la Regione e con le altre Usl coinvolte (la 4 di Thiene, ndr) per arrivare a definire celermente la materia da un punto di vista normativo - dice il dg dell'Usl 6 Ermanno Angonese - specialmente da un punto di vista di legittimità amministrativa, auspicando fortemente che il tema diventi oggetto di iniziative anche a livello ministeriale e legislativo nazionale che favoriscano nei fatti lo sviluppo di una sanità territoriale al passo con i tempi». Per la cooperativa, attiva da sette anni e che riunisce sette medicine di gruppo nel Vicentino, si prospetta un'ammenda astronomica, che arriverebbe a 50 euro per ogni giornata di lavoro somministrata irregolarmente. La coop, 80 soci medici e 60 dipendenti fra infermieri, assistenti e ausiliari, è accusata di essere una società interinale abusiva, somministrando lavoro senza l'autorizzazione del Ministero del lavoro. «Noi partiamo da un altro presupposto, siamo una cooperativa di consumo senza scopo di lucro che ha per oggetto esclusivo i servizi ai soci - afferma l'ad della coop Gianni Zulian -. Nel vuoto normativo a livello statale e regionale è questa la forma societaria che abbiamo trovato».

2014/06/17 Prescrizioni di farmaci «inadeguate» Medici chiamati a rimborsare l'Asl
LA NAZIONE (La Spezia)
SETTEMILA euro. E' il rimborso che l'Asl 5 ha chiesto a un medico di medicina generale in seguito ad un controllo sulle prescrizioni dei farmaci. Non è il solo caso di sanzionamento legato alle verifiche sulla spesa farmaceutica. Almeno un centinaio di medici negli ultimi tre anni ha dovuto rifondere di tasca loro le spese su "ricette" giudicate non appropriate. Il giro di vite ha messo i medici in subbuglio anche per una seconda questione: lo sforamento del 20 per cento, rispetto alla media del territorio Asl, della spesa farmaceutica di tutti i pazienti in carico al professionista. I controlli dell'azienda sanitaria non hanno scoperto un numero elevato di casi di casi e quindi sono state finora poche le segnalazione alla Corte dei Conti. Ma il tipo di meccanismo degli accertamenti, compreso quello sull'appropriatezza delle prescrizioni, ha mandato su tutte le furie i medici e i loro rappresentanti sindacali. Per non parlare dei pazienti che si sono visti "tagliare" farmaci indispensabili. «Purtroppo mi sono trovato di fronte a una brutta realtà. Essendo affetto da una pluripatologia e quindi bisognoso di numerose medicine, il mio dottore mi ha fatto capire che non se la sentiva di prescrivermi tutti i farmaci della mia terapia», denuncia a La Nazione Giuseppe Rinaldi. Lui meglio degli altri parla per esperienza diretta: è un medico in pensione e in passato si è occupato di spesa farmaceutica. Ad alzo zero il fuoco di fila contro l'Asl 5 dei sindacati dei medici di medicina generale. «E' obbligo dell'azienda sanitaria fare controlli e dei medici seguire le norme. Fin qui ci siamo. Il problema è che questa azione alla Spezia è diventata un'arma per intimidire i medici», tuona Marco Santilli (nella foto qui sopra a sinistra), della Fimmg. Rincara la dose: «Tutto scaturisce dalla spending review e dal recupero serrato di denari dal settore farmaceutico, quando ci sono tanti sprechi da eliminare all'interno dell'azienda. Ci sembra che sia appropriato tutto quello che costa poco e inappropriati i farmaci ad alto costo». Un discorso, il suo, tutto indirizzato a segnalare le ripercussioni sulla qualità di assistenza ai cittadini. Capitolo a parte, Santilli punta l'indice anche sul metodo utilizzato dall'Asl 5 per il recupero diretto della spesa dei farmaci in carico ai medici: «L'azienda evita il passaggio alla Corte dei Conti. Di più. La spesa del farmaco viene scalata per intero e così il medico paga anche il guadagno del farmacista». Sul limite medio da non superare oltre il 20 per cento, attacca Enzo Ceragioli (Snami, nella foto qui sotto a sinistra). «Si crea una differenza - sottolinea - tra medici che hanno pochi pazienti e quelli che sono al massimo. I primi sono più penalizzati, soprattutto se hanno assistitI alle prese con più patologie. Ricordiamoci che siamo in una città che ha una popolazione anziana». Secondo i medici «il costo del farmaco non deve interessare, quello che importa è la salute del cittadino se veramente ha bisogno di medicine più costose».

2014-06-17 Procedura telematica per l'invalidità

Alcuni Patronati hanno segnalato all'Ordine una difficoltà da parte degli assistiti ad inoltrare all'INPS la documentazione per la richiesta dell'invalidità civile e per il riconoscimento dell'handicap. Com'è noto, attualmente la procedura è esclusivamente telematica: da un lato il medico curante deve inoltrare il certificato di invalidità all'INPS per via telematica; dall'altro lo stesso paziente deve inoltrare all'INPS (solitamente tramite i Patronati) la domanda di invalidità vera e propria. I due documenti telematici (il certificato medico e la domanda) vengono quindi "accoppiati" dall'INPS e da lì parte l'iter per accertare il diritto o meno all'invalidità. Spesso, però, accade che il paziente ritiene di aver adempiuto all'iter burocratico con il solo certificato del medico curante e non sa che deve inoltrare anche la domanda vera e propria, con il risultato che la procedura amministrativa rimane bloccata, con evidenti disagi per i pazienti stessi. I Patronati, quindi, chiedono all'Ordine, che se ne fa volentieri portavoce, di sensibilizzare i medici a ricordare ai loro assistiti che, dopo l'invio telematico del certificato, devono presentare la domanda vera e propria all'INPS per via telematica entro 90 giorni dal certificato medico, perché altrimenti la procedura non è conclusa e il riconoscimento dell'invalidità non può avvenire.

2014-06-16 RICETTA MEDICA

Novità per i malati cronici, cioè per più di 14 milioni di persone che rappresentano il 24% degli assistiti dal Servizio Sanitario Nazionale. Si allungano i tempi di validità delle ricette per i malati cronici, validità che passa dai 60 giorni attuali a 180 giorni. Niente più file dal medico di famiglia, il malato potrà così andare per le ricette solo una volta ogni 6 mesi e si potranno prescrivere 6 scatole ogni ricetta (salvo naturalmente indicazioni diverse del medico curante).

2014-06-15 Pos professionisti nessuna sanzione

Il Ministero chiarisce che non sono previste sanzioni per i soggetti che non adempiono all’obbligo di permettere ai clienti di pagare con Bancomat
In una risposta del sottosegretario all’Economia Zanetti ad una interrogazione alla Camera è stato chiarito che professionisti ed operatori economici che non si dotano di dispositivi POS per i pagamenti con Bancomat e carte di debito di importo superiore a 30 euro non vanno incontro ad alcuna sanzione . La norma che introduceva l’obbligo dall'articolo 15, comma 4 e 5, del decreto sviluppo-bis del 2012 (Dl 179), aveva inizialmente fissato la decorrenza l 1 gennaio 2014 e poi spostata al 30 giugno dal decreto Mille proroghe

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